
Gisa e il suo cammino verso una libertà trascendente.
Oltre le nebbie dell’Alto Medioevo e i confini imposti dal genere maschile, emerge la figura di Gisa. La sua non è solo la cronaca di un viaggio fisico attraverso l’Europa selvaggia del VII secolo, ma un atto di ribellione silenziosa e potente contro un destino già scritto.
In un’epoca cristianizzata che voleva le donne recluse nei chiostri o pedine di scambi matrimoniali, Gisa sceglie una strada diversa. Il suo percorso non segue le rotte tracciate dai poteri del tempo, ma si snoda lungo la sottile linea dell’arte ‘astratta’ romano-barbarica. Attraverso il suo symbŏlum, la protagonista cerca una libertà che non è solo sociale, ma anche spirituale e ancestrale, connettendosi a un ‘mondo altro’ in cui la Natura e le radici profonde contano più dei dogmi.
Ne parleremo sabato 27 giugno, presso la Sala Paolo Monti Rossi della Biblioteca comunale di Città di Castello, con Agnese Rosati, Maria Grazia Giorgi e Alessia Franceschi. Intermezzo musicale: M° Maurizio Poesini (pianoforte), Anna Venturini (voce) e Aurora Molinari (danza).
Per maggiori info sul libro: La croce di Gisa.